Ritenuta d'acconto in fattura: come si calcola davvero

Guida pratica · Aggiornata al 2026

La ritenuta d'acconto è la parte del tuo compenso che il cliente (sostituto d'imposta) trattiene e versa allo Stato per conto tuo, come anticipo sulle tue imposte. Per i professionisti in regime ordinario è del 20%. Sembra semplice, ma il diavolo è nella base di calcolo.

Chi la applica e chi no

Su quale importo si calcola

Qui si sbaglia più spesso. La regola:

Esempio 1 — Professionista con rivalsa INPS 4%

VoceCalcoloImporto
Compenso1.000,00 €
Rivalsa INPS 4%1.000 × 4%40,00 €
Imponibile IVA1.000 + 401.040,00 €
IVA 22%1.040 × 22%228,80 €
Totale fattura1.268,80 €
Ritenuta d'acconto 20%1.040 × 20%− 208,00 €
Netto a pagare1.060,80 €

Esempio 2 — Professionista con cassa (es. 4% cassa forense)

VoceCalcoloImporto
Compenso1.000,00 €
Contributo cassa 4%1.000 × 4%40,00 €
Imponibile IVA1.000 + 401.040,00 €
IVA 22%1.040 × 22%228,80 €
Totale fattura1.268,80 €
Ritenuta d'acconto 20%1.000 × 20%− 200,00 €
Netto a pagare1.068,80 €

Nota la differenza: stessa fattura, ma la ritenuta cambia (208 € contro 200 €) perché la cassa professionale resta fuori dalla base di calcolo, la rivalsa INPS no.

Cosa succede dopo

Il cliente versa la ritenuta con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento e ti rilascia la Certificazione Unica l'anno seguente: quell'importo te lo ritrovi come credito nella dichiarazione dei redditi.

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